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L'epifania prossima ventura

Lui ha detto questo. Sacrosanto. Torneremo a parlare dei problemi del paese e del suo avvenire, questo è ciò che conta. I problemi li conosciamo bene: economia anemica, debito e stato generale dei conti pubblici preoccupanti, ritardo nella formazione, nella ricerca e nel know-how tecnologico, arretratezza delle infrastrutture, diffuso senso di incertezza e precarietà, distribuzione della ricchezza più che perfettibile. Questi sono i buchi nella grande calza appesa al caminetto-Europa nell'epifania prossima ventura, dal rattoppo dei quali dipende l'avvenire della nazione, che poi vuol dire l'avvenire di tutti. Avere una calza senza buchi è un prerequisito essenziale per poterla riempire. Ma di cosa? Ebbene, di questo poco si parla. Va bene discutere dei problemi e delle soluzioni. Ma quali sono le nostre aspirazioni? Cosa vogliamo fare da grandi? Che cosa vogliamo essere?
A queste domande l'attuale classe dirigente del paese non sembra interessata a rispondere. Non credo che ne sia incapace. Anzi, sono persuaso che alcuni, se non molti, nelle circostanze adeguate sarebbero perfettamente in grado di indicare la via e perseguirla. Ma le circostanze adeguate non si verificano perché noi, intesi come l'insieme dei cittadini del paese, non abbiamo la più pallida idea di cosa vogliamo diventare. Peggio: non abbiamo neanche l'intenzione di voler diventare qualcosa, non sappiamo né che si deve né che si può diventare un qualcosa. Non abbiamo un'idea di noi stessi come nazione e non abbiamo un'idea della società in cui ci piacerebbe vivere. Non abbiamo una visione di noi stessi come cittadini. Mica ne siamo incapaci. Semplicemente, non ci interessa. (E, badate bene, mica è un problema solo italiano).
Eppure, un gruppo di persone che stanno insieme e che costituiscono una società devono avere uno scopo e un progetto su cui lavorare. Immaginate se gli operai della Fiat non sapessero che devono fare un'automobile. Pensate se non sapessero dove va incastrato il montante anteriore o dove un certo bullone a stella va serrato. Nei prossimi post intendo dimostrare che ribellarsi alla dittatura del partito dell'indifferenza è possibile, che proporre una visione è possibile, anche nel nostro paese. Perché, se proprio dobbiamo sacrificarci a rattopparne i buchi, questa grande calza che è l'Italia faremo pur bene a riempirla di qualcosa. E non è detto che debba essere carbone.

Pubblicato il 15/5/2006 alle 13.25 nella rubrica Diario.

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