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Noi, Darwin e la Moratti

Vivere nel 2005. Nell'era di Bush e dei teo-con. Della scuola di Letizia Moratti e della Chiesa di Joseph Ratzinger. Troppo strano.
Strano perché sento mettere in discussione questioni che, quando avevo dodici anni, sembravano non solo acquisite dalla società in cui crescevo, ma addirittura fondanti della moderna civiltà occidentale. La Moratti, lo sapete, seguendo le spinte teocratiche provenienti dagli Stati Uniti che prediligono le ipotesi (sarebbe meglio dire le credenze) creazioniste ha tentato di togliere la teoria dell'evoluzione dai libri di testo destinati agli studenti delle elementari e delle medie. Poi, messa sotto pressione da più parti, l'ha reintrodotta svogliatamente. (E comunque ridimensionandone lo spazio sui programmi). Non mi scandalizzo mica. E questo è il punto, anzi, la stranezza. Che non mi scandalizzo. Sono assuefatto all'irrazionalità, alla pressappochezza, all'ignoranza e all'idiosofismo (che consiste nell'argomentare una posizione con passaggi logici tanto sfacciatamente sgangherati e arbitrari da risultare disarmanti).
Così guardavo L'Infedele di Gad Lerner e ascoltavo un tizio (per fortuna ne ho dimenticato il nome) sostenere che la teoria dell'evoluzione di Darwin è solo una teoria, che non c'è uno straccio d'una prova e che la teoria creazionista (o del disegno intelligente) è altrettanto plausibile, anzi di più, perché è sostenuta dalla Bibbia, quindi da Dio. Minchia.
Le persone ancora affezionate alla razionalità (in studio ce n'erano) hanno riso, si sono guardate le une le altre dandosi di gomito. Questo è scemo, si dicevano con gli occhi. Ma nessuno ha argomentato. E' stato detto: eccome se ci sono le prove. Nessuno ha detto quali. Nessuno ha parlato dei batteri, che generazione dopo generazione sviluppano tolleranza a un determinato antibiotico. Per non parlare dei virus e delle loro mutazioni. Nessuno ha spiegato il meccanismo (semplicissimo) della selezione naturale. Gli equilibri punteggiati sono stati solo nominati. E' stato consentito che si confondesse il caso con il caos. (Che malgrado la loro somiglianza fonetica hanno etimologie disparatissime: il caso, tutt'altro che parente della confuzione cui allude il caos, nella sua versione franco-anglofona chance deriva direttamente dal latino cadentiam, che allude al ritmo, quindi all'ordine ciclico).
Che cos'è? Pigrizia? O forse rassegnazione?
La verità è che ci hanno preso per stanchezza. Ci hanno reso tutti zombie. E noi, i veri colpevoli, glielo abbiamo permesso. Adesso non ci resta che espiare.
Come? Rassegnandoci a una vita da zombie. Perciò via, tutti per strada a prendere a morsi la gente. Cominciando dalle palle di questi idioti sapienti che si credono al sicuro solo perché sono molto, molto più morti di noi.

Pubblicato il 17/11/2005 alle 20.19 nella rubrica Diario.

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